Cassa integrazione in deroga, c'è l'accordo per l'Umbria. Ecco chi ne beneficia

La Giunta ha formalizzato l'intesa sottoscritta con sindacati e imprese: il criterio è del monte ore a scalare
Cassa integrazione in deroga, accordo per l'Umbria
28 dicembre 2012 |  Perugia | Spoleto | Città di Castello | Foligno | Economia & Lavoro |

"Un accordo che innova la modalità di gestione delle procedure di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga al fine di garantirne la disponibilità nell'interesse dei lavoratori e delle imprese che, con questo strumento, possono fronteggiare la fase più acuta della crisi economica in atto". Spiega così l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, le finalità dell'intesa sottoscritta tra la Regione, i sindacati e le associazioni d'impresa, i cui contenuti sono stati formalizzati dalla Giunta nel corso  dell'ultima seduta.  

"Abbiamo innovato le procedure amministrative di concessione della cassa in deroga in accordo con sindacati, associazioni d'impresa ed organizzazioni professionali – ha riferito Riommi - per concentrare l'attività della Regione sull'autorizzazione e sul controllo delle risorse  utilizzate. All'accordo tra imprese e sindacati  da stipularsi in sede aziendale, associativa o di enti bilaterali – ha aggiunto - sono rimesse le valutazioni in ordine alle condizioni che presidiano la necessità di ammortizzatori sociali in deroga, le modalità con cui le stesse possono essere fruite, il numero di lavoratori interessati. Il tutto - ha detto ancora l'assessore - nella considerazione della necessità di utilizzare al meglio risorse che, nonostante i maggiori stanziamenti assentiti dal Parlamento in sede di approvazione della legge di stabilità per il 2013, che portano a circa 1,7 miliardi di euro i fondi a livello nazionale, di cui immediatamente disponibili 650 milioni di euro, rimangono largamente inferiori ai trend di spesa evidenziati nel corso del 2012 ben superiori ai 2 miliardi di euro in Italia e prevedibilmente ai 50 milioni di euro in Umbria".

"Obiettivo dell'accordo condiviso da tutte le parti sociali - ha concluso Riommi – anche alla luce della entrata in vigore dell’Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego) prevista dalla legge Fornero e della manifestata disponibilità degli enti bilaterali operanti in Umbria ad essere parte attiva nel percorso di sostegno ad imprese e dipendenti, è quello di utilizzare al meglio le risorse disponibili finalizzandole in particolare a tutte quelle situazioni che evidenziano prospettive di tenuta e di ripresa produttiva e quindi di tutela di lavoratori interessati".

Queste le principali caratteristiche dell'accordo stipulato per il 2013 in Umbria: sono destinatari le imprese e i datori di lavoro operanti in tutti i settori produttivi, escluso il lavoro domestico, che non hanno accesso ad alcun ammortizzatore ordinario o che hanno esaurito gli strumenti ordinari e che dichiarino una situazione di crisi, mentre sono beneficiari del trattamento tutti i lavoratori subordinati, a tempo indeterminato o determinato, gli apprendisti, inclusi quelli in forza ad imprese che usufruiscono degli ammortizzatori ordinari, i lavoratori somministrati, i lavoratori a domicilio, i soci lavoratori subordinati di cooperative.

La cassa integrazione in deroga è richiesta dall'azienda e riguarda due diverse tipologie di concessione: per un trimestre, corrispondente alla concessione di un monte ore pari a 100 per ogni lavoratore interessato, sia nel caso di sospensioni a zero ore non continuative che nel caso riduzione di orario, che comunque deve essere almeno pari al 50 per cento dell'orario giornaliero. Il monte ore può essere utilizzato in maniera flessibile e non è da intendersi come tetto riferito al singolo lavoratore. La determinazione del monte ore per ciascuna azienda viene effettuata secondo criteri stabiliti con un tetto di 100 ore per i primi 4 lavoratori inseriti e a scalare per i successivi, per un periodo massimo di mesi 2 per sospensioni a zero ore continuative per i lavoratori interessati,per tale tipologia non è prevista la possibilità di ripresa del lavoro, anche temporaneo, pena la fine anticipata dell’autorizzazione, tranne nell’ipotesi di un accordo sindacale preventivo e motivato.

Per un periodo massimo di tre mesi per sospensioni a zero ore nel caso di imprese con più di 15 dipendenti in fallimento o sottoposte ad altre procedure concorsuali, purché sia in essere un idoneo contratto di affitto di ramo d’azienda, di cessione di azienda o ramo d’azienda,  che garantiscano la ricollocazione di almeno il 30 per cento dei lavoratori.

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